App Store: Apple troppo severa, petizione online

di Gianluca Taula 198 views1

Quando un cavallo vince, tutti vorrebbero cavalcarlo, specialmente se è un cavallo da 100 mila applicazioni a catalogo e 2 miliardi di download.

Stiamo ovviamente parlando di App Store e delle relative applicazioni che hanno fatto la fortuna di iPhone. I veri amanti di Apple già sanno che la superiorità tecnica dei prodotti di Cupertino è legata soprattutto alla relativa “chiusura” del sistema che monta software “proprietario” ed alla severità con gli sviluppatori.

Bene, sembra che questa severità stia diventando davvero troppa e che assomigli più ad un boicottaggio, ma andiamo per ordine: solo ieri iPhoner.it raccontava del giro di vite nei confronti dei software che fanno chiamate  alle API riservate. I media americani parlano oggi addirittura di una petizione online, nata proprio per denunciare la lentezza del processo di approvazione delle applicazioni da parte di Apple che -lamentano Amidio, Pajamahouse Studio e Musicsoft Arts– può arrivare anche a 3 mesi senza alcuna comunicazione da parte dell’azienda.

Il mondo si divide: la Mela è in assoluta buona fede e ha il solo intento di preservare la qualità o privilegia alcune aziende penalizzandone altre in modo disonesto? Paul Kafasis, programmatore MAC da 11 anni, è di questo secondo pessimistico parere e dopo 3 mesi e mezzo di attesa per la sua applicazione, ha deciso di chiudere con iPhone.

E voi, come la pensate? Lo capiremo dai risultati della petizione.

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