Perchè iPhone è atterrato in LaLa-land?

di Gianluca Taula Commenta

Lala

Apple è notoriamente fumosa nello spiegare le proprie stategie. La si può capire: il mondo della tecnologia vive di continue innovazioni e giocare d’anticipo è fondamentale.

Questo lato oscuro dell’azienda permette però ad analisti e curiosi come me di viaggiare con la fantasia, fare avvincenti ipotesi e azzardare pronostici. La recente acquisizione di lala.com da parte di Cupertino ad esempio, ha sollecitato ancora una volta il meccanismo di fanta-gossip appena citato.

Benchè la convinzione comune sia che Apple voglia fornire presto un servizio in abbonamento di web streaming iPhone-compatibile basato sulla tecnologia di Lala, la mia opinione è diversa.

Il portale di Lala, solo apparentemente uguale ad iTunes, fornisce almeno due servizi assai migliori. Il primo è rappresentato sicuramente dalla possibilità di ascoltare tre volte l’intera canzone prima di decidere se acquistarla (contro i 30 secondi della Mela). Il secondo dal web streaming online di ogni traccia in catalogo per soli 10 centesimi di dollaro. Quest’ultimo fruibile tramite qualunque oggetto con un browser ed una connessione internet, con l’eccezione di iPod Nano, Classic and Shuffle, mentre per iPhone e iPod Touch è necessaria la relativa applicazione.

Lo streaming così organizzato rappresenta l’abbattimento del limite costituito dalla memoria dell’iPhone che -in questo modo- almeno per ciò che riguarda la musica, diventa virtualmente infinita e permette di condividerla facilmente con chiunque a prezzi irrisori.

Lala inoltre, oltre a ad avere un trend di iscrizioni in costante crescita, conserva posizioni di rilievo nella Facebook’s gift lineup e nelle pagine Google’s music search, liste dalle quali Apple è stata sempre estromessa.

Sembra infine che, Apple abbia pagato Lala (business ancora in perdita) molto meno di quanto gli investitori… emm… abbiano investito.

Insomma, a me sembra si tratti di un vero affare e non semplicemente di un acquisto di tecnologia.

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