Tim Cook parla di iOS 7, Jony Ive, Apple TV, iWatch e Facebook Home

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Tim Cook non è solito rilasciare interviste. Per questa ragione si fa sempre festa quando arriva un evento come la D11 Conference organizzata da Walt Mossberg e Kara Swisher del Wall Street Journal. I due giornalisti hanno aperto l’evento con una intervista di un’ora e mezza a uno dei CEO più caldi della Silicon Valley. Ecco cosa abbiamo scoperto.

Difficilmente Apple si lascia scappare qualche informazione prima del lancio ufficiale di un servizio o un prodotto. Cook non ha però avuto problemi nel confermare che durante la WWDC del prossimo mese potremo finalmente vedere iOS 7 e OS X 10.9. Cook ha anche spiegato che Jony Ive è stato appositamente messo a capo del design di iOS perché portasse il suo stile (che per oltre dieci anni si è dimostrato vincente in ambito hardware) anche nel sistema operativo mobile di Apple.

Mossberg ha quindi domandato a Cook come si sente in questo momento. Apple ha perso l’effetto cool di una volta, e il titolo in borsa è in caduta libera. Cook non si sente però preoccupato da questo. Non solo, assicura il CEO, Apple vende meno della concorrenza ma le stime danno i dispositivi Apple come i più utilizzati sulla rete (indice che chi compra un iDevice lo usa con gioia) ma anche che Apple è pronta a mettere il carico da 90 nei prossimi mesi. Cook assicura infatti che Cupertino tornerà a rivoluzionare il mondo dell’informatica. Come? Lo vedremo con i prossimi grandi progetti che si stanno costruendo nei laboratori di Apple.

Il primo progetto che potrebbe però vedere la luce è iWatch. Secondo Cook i Google Glass non faranno colpo sul pubblico come spera la compagnia di Mountain View, ma il CEO assicura: “I dispositivi indossabili rappresetano il futuro dell’informatica”. Pare d’altro canto che entro la fine dell’anno Apple possa presentare questo fantomatico smartwatch di cui diverse testate danno certa l’esistenza.

iOS chiuso? Cook spiega che Apple sta prendendo in considerazione l’apertura verso API di terze parti, ma assicura che non verrà mai il giorno nel quale vedremo le bubble head di Facebook Home su iOS. Insomma, Apple è pronta ad aprire a widget e funzioni esterne, a patto che queste non rovinino l’esperienza dell’utente. Spiega Cook: “Ho visto alcune schermate delle impostazioni di Android, e non penso sia quello che vogliono gli utenti”.

E per quale ragione Apple non sviluppa software per Android, contrariamente a quanto succede per iOS con Google? Cook spiega che non c’è una questione di religione, in questo caso: “Come per tutte le nostre cose, ci chiediamo: ha senso per noi? Oggi non ne ha. Sarà così per sempre? Non lo so”.

Un’ultima nota per quanto riguarda Apple TV. Cook, quando pressato da Mossberg, si è limitato a dire quello che ha confermato lo scorso anno: il settore televisivo rimane di grande interesse per Apple. Il CEO ha però aggiunto che: “Quando qualcosa sarà pronto, Walt, sarai il primo a vederlo. Te lo prometto”. Qualcosa potrebbe essere ancora nell’aria.

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