Quanto consuma il Push?

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Uno dei più grossi problemi di iPhone è da sempre la durata della batteria, che sembra non bastare mai. Se da un lato questo fattore può essere spiegato tramite l‘uso intensivo che ne viene fatto – mai in vita mia ho usato un dispositivo così intensamente – dall’altro se si attiva la modalità push, anche limitando le funzionalità utilizzate la situazione non è di certo migliore.

Sono sempre stato un patito di smartphone&co e, grazie al mio lavoro, ne ho avuti tanti, partendo dai BlackBerry, passando per gli iPaq, l’HTC P3600, Nokia (serie N al completo), Samsung, per arrivare a tutti e tre i modelli di iPhone. Dalla mia esperienza posso dirvi che con la modalità push attivata nessuno dei terminali che ho posseduto presentava una durata della batteria soddisfacente. Chiariamo.

Se dovessi fare un classifica metterei al primo posto i BlackBerry, con una durata che oserei definire impressionante, però bisogna considerare due fattori: l’unico smartphone di RIM con connessione wifi che ho avuto, l’8120, è il peggiore di tutti su questo aspetto, nonostante sia anche quello con lo schermo più piccolo. In secondo luogo, l’uso quotidiano era limitato alle funzioni principali come chiamate, mail, contatti e note (il tutto con la sincronizzazione BES).

Scendendo nella classifica inserirei l’HTC P3600, utilizzato anche come player mp3 e GPS, e poi tutti gli altri.

Ora, fermo restando che iPhone è il dispositivo che spinge l’utente ad un uso dello stesso paragonabile a pochi altri device e che comunque sul fattore batteria non è il top, mi viene in mente una riflessione: forse, non sono i singoli dispositivi ad essere la causa dell’eccessivo consumo di batteria, ma queste ultime che non sono ancora pronte per i crescenti bisogni di “energia in mobilità” degli utenti.

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