Apple se la prende con le app pay-to-install

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App Store potrà essere un giardino incantato, ma non è detto che sviluppatori e utenti si ritrovino faccia a faccia con il potere di Apple sul proprio store da milioni di dollari. Non stupitevi, sviluppatori, se un giorno sarete cacciati dallo store.

L’ultimo esempio di “mossa a sorpresa” messo in atto da Apple riguarda le app pay-to-install, che stando a quanto riportato dal publisher TapJoy starebbero venendo bannate da Apple.

Di cosa si tratta? Sostanzialmente le app pay-to-install sono applicazioni di tipo freemium all’interno delle quali l’utente può acquistare beni di natura virtuale scaricando un’altra applicazione promossa all’interno della prima. L’idea è semplice: volete le smurfberries? Scaricate un’altra app per averne una dose gratuita.

Dalla prospettiva di Apple il problema di questo genere di app è che gonfia le vendite in maniera artificiale. D’altro canto TapJoy ci tiene a indicare che nelle linee guida che Apple segue per accettare (o in questo caso eliminare) delle app da App Store non si parla minimamente di pay-to-install.

via | Cult of Mac

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