Electronic Frontier Foundation pubblica la licenza iPhone Dev Program

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EFF

È con un vero colpo di genio che la Electronic Frontier Foundation è riuscita ad ottenere dalla NASA la licenza iPhone Dev Program. Infatti, resisi conto che la NASA dispone di una propria App per iPhone, hanno abilmente sfruttato il FOIA (Freedom of Information Act) chiedendone copia alla NASA, che non ha potuto far altro che inviar loro il contratto, seppur in una versione non aggiornata.

Così è ora disponibile per tutti sul loro sito, il che non mancherà di produrre polemiche e considerazioni, soprattutto per il contenuto del contratto stesso sul quale la stessa EFF si sofferma, ovviamente per muovere delle critiche.

Ad esempio, la sezione 10.4 proibisce agli sviluppatori, incluse le agenzie governative come la NASA, di fare dichiarazioni pubbliche sui termini del contratto. Questo anche se il contratto di per sé non è strettamente confidenziale. Allo stesso modo, la sezione 7.2 stabilisce che tutte le App create utilizzando la SDK di Apple, possono essere pubblicate unicamente tramite App Store e che Apple le può rifiutare per qualsiasi motivo, anche se rispondono perfettamente a tutti i requisiti formali. In questo modo si stabilisce la proibizione all’utilizzo di Cydia e similari.

E così via, dalla proibizione del reverse engineering (sezione 2.6), alla revoca del certificato digitale possibile in qualsiasi momento da parte di Apple (sezione 8), fino alla sezione 14, che stabilisce un tetto massimo di $50 rimborsabili da Apple in caso di danni a uno sviluppatore per qualsiasi motivo ad essa imputabile (ovviamente inerente il contratto stesso); quello che ne esce molto chiaramente è un contratto molto vantaggioso per Apple in ogni senso, legale e commerciale.

Quello che francamente faccio fatica a capire, però, è questa costante vena critica nei confronti di Apple. In fin dei conti si tratta pur sempre di una società privata, gestita da privati con capitale privato. Se non bastasse, il contratto di cui si parla ha avuto un successo straordinario: più di 100.000 sviluppatori, incluse compagnie di un certo rilievo, hanno accettato e firmato scientemente queste regole.

È proprio grazie a queste regole che abbiamo un App Store ricchissimo di applicazioni di ogni tipo che generano enormi profitti per Apple in primis, ma anche per tutti gli sviluppatori che le creano e mantengono. Direte che sia ovvio, perché App Store è l’unica via per raggiungere gli oltre 40 milioni di iPhone venduti e quindi se uno sviluppatore vuole arrivarci, accetta il contratto-capestro.

EFF sostiene che se ci fossero più canali, ci sarebbe maggior competizione, maggiore innovazione e maggiori profitti per tutti (a parte Apple, ovviamente) e definisce Apple come un signore feudale, geloso ed arbitrario.

Io non penso affatto che sia così e, per ora, mi sembra che i fatti siano lì a dimostrarlo. Apple ha creato uno straordinario hardware ed è riuscita a creare un ecosistema imbattibile sotto molti punti di vista, anche se ovviamente perfettibile, come ogni cosa di questo mondo. Quando scarichiamo una App, sappiamo che molto probabilmente i bachi saranno pochi, che difficilmente ciò che scarichiamo non manterrà quello che promette, perché altrimenti non sarebbe approdata su App Store.

Quante volte capita invece su Cydia di scaricare software che danneggia il nostro iPhone, in un modo o nell’altro? Certo, Apple potrebbe sciogliere le briglie un po’ di più su alcuni generi di applicazioni (penso a MCleaner, per me indispensabile) e non è affatto detto che non lo faccia, come è già successo per i video su iPhone di vecchie generazioni o per il VOiP su rete 3G.

Concludendo, quello di Apple sarà anche un contratto-capestro, ma mi sembra che soddisfi un po’ tutti al momento. A parte, ovviamente, gli strenui difensori di chissà quale libertà. Forse non pensano che una società privata abbia la libertà di redigere i contratti come meglio crede, nell’ambito della legge. E forse ritengono tutti noi firmatari degli emeriti stupidi che firmano senza leggere tutto ciò che passa loro sotto il nasa… ehm… naso.

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