Apple & iPhone: il copyright per difendere il proprio mercato?

di Redazione 170 views0

Vi ricordate di George Hotz? Quel ragazzino che, a 17 anni, mentre i suoi coetanei spendevano ore davanti ai videogiochi, aveva in mente solo di imparare i segreti dell’iPhone e diffonderli prima che Jobs potesse fermarlo?

Ormai 20enne, continua ad incarnare il mito di Davide che sfida il gigante Golia: giusto poco tempo fa infatti, Hotz ha dato l’ennesima “mazzata” davvero niente male alla casa di Jobs, rilasciando blackra1n, un software che permette di sbloccare lo smartphone più famoso del mondo in meno di due minuti.

Sin qui George ha vinto. In tutto il mondo ci sono milioni di iPhoner che usano con soddisfazione la sua applicazione mentre Apple non può che stare a guardare  promettendo crociate a colpi di azioni legali contro di lui ed i suoi sempre più numerosi seguaci in nome del solito Digital Millennium Copyright Act.

Guido Scorza, avvocato, Dottore di ricerca in informatica giuridica e diritto delle nuove tecnologie e docente presso il Master di diritto delle nuove tecnologie della facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna, presidente dell’Istituto per le Politiche dell’Innovazione, ritiene che questo tipo di mossa da parte di Apple si possa rivelare un passo falso. Ecco la sua tesi.

“La strada, già percorsa qualche hanno fa da Lexmark (produttore americano di stampanti)  nel tentativo di impedire ad un concorrente di abilitare, attraverso un’apposita modifica, gli utenti delle proprie stampanti ad utilizzare su di esse anche cartucce non originali, diede esito negativo.

I Giudici diedero torto a Lexmark che avrebbe preteso – proprio come  Apple – di piegare le disposizioni del  DMCA alla difesa del proprio mercato collaterale a quello delle stampanti: il mercato dei toner e delle ricariche originali.

La storia, si ripete. Oggi come ieri, infatti, il produttore del prodotto fisico vorrebbe far pesare – attraverso la disciplina sul diritto d’autore – la propria posizione di forza sul mercato parallelo delle applicazioni destinate a girare su quei pezzi di plastica.

Il diritto d’autore nasce con una finalità ben diversa da quella di garantire monopoli o oligopoli al di là di quelli – che già di per sé rappresentano un’importante eccezione rispetto alle regola della concorrenza ed al diritto costituzionalmente garantito di fare impresa – sull’opera dell’ingegno sulla quale esso insiste”.

E voi da che parte state?

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